NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Chi sono?

vetriRicordate la poesia di Palazzeschi intitolata Chi sono?

Dopo essersi chiesto Son forse un poeta? […] un pittore? […] Un musico, allora? […] conclude così:

Son dunque… che cosa?

Io metto una lente

davanti al mio cuore

per farlo vedere alla gente.

Chi sono?

Il saltimbanco dell’anima mia.

Ecco, a chi mi chiede che titolo io abbia per parlare di libri (a volte mi chiedono: “Sei laureata in lettere, almeno?; no, ebbene, no), risponderei volentieri dicendo lo stesso: metto una lente davanti al mio cuore, per far vedere come batte dinnanzi a un certo libro, e mostrare il dolore la gioia le suggestioni la consapevolezza che ne ho avuti.

Quello che scrivo potrà piacere (ne sarò felice), potrà non piacere (me ne rammaricherò), ma non ho davvero alcuna altra pretesa.

Chi sono? Non sono niente, non sono nessuno. Sono una che mette la lente davanti al suo cuore.

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4 commenti su “Chi sono?

  1. Dario Predonzan
    19 ottobre 2016

    Chi può essere tanto ottuso (uso un eufemismo) da chiederti a che titolo parli di libri? E a indagare addirittura sul tuo titolo di studio? Ma non gli basta – e avanza – leggere le tue recensioni? E se non gli basta, peggio per loro: vuol dire che sono davvero persone da poco … a noi quello che vediamo (leggiamo) attraverso la tua lente è più che sufficiente, per amare i libri che recensisci. Null’altro ci interessa.

  2. Giuseppe Vergara
    21 ottobre 2016

    Che triste e pericoloso un mondo dove il diritto di parlare, commentare, apprezzare o criticare un’opera l’abbia solo chi può fregiarsi di un titolo. Chi l’ha detto poi che la laurea in lettere sia il titolo che ci vuole. Lo ha deciso la persona che ti ha fatto la domanda. Comunque al posto tuo mi sarei incazzato soprattutto per quel “almeno” che vale tanto e quanto un’offesa. ciao beppe

  3. Marisa
    21 ottobre 2016

    Perché, forse che grandi scrittori come London, Steinbeck, Orwell, Flaubert e il nostro amatissimo Svevo erano laureati? E si potrebbe compilare una lista infinita di comete simili a queste apparse nei secoli, tutte luminose come nelle più belle
    notti d’agosto!
    Ma non c’è verso di farlo intendere a chi ama sminuire l’altro per elevare se stesso a un rango superiore di studio o posizione sociale o prosperità economica o aspetto fisico…o qualsiasi altra cosa.
    La risposta migliore è il silenzio.

  4. Valerio Fiandra
    28 ottobre 2016

    io sono laureato dishonoris causa…

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Questa voce è stata pubblicata il 19 ottobre 2016 da in SEGNALAZIONI.

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