NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

CHE PIU’ AZZURRO NON SI PUO’

(Concorso Internazionale di Scrittura femminile 2016 – Primo Premio)

Motivazione

Tesoro, bimba, cucciola… è venuto il momento di parlare chiaro.

Io non ti amo.

Te lo dico qui, nero su bianco, senza trucco e senza inganno, in modo tale che tu possa definitivamente comprendere il concetto, elaborarlo come si elabora un lutto, e andare avanti, oltre, oltre…

Dove non mi interessa, purché sia oltre me.

Ci sono uomini che sono adatti per l’amore, le responsabilità, la coppia, la convivenza, la paternità persino.

E ce ne sono altri che non lo saranno mai. Sono uomini che anche a quaranta o cinquant’anni non sono ancora pronti per una storia seria e, affinché questo sia chiaro, mantengono una distanza premeditata, incolmabile.

Io sono tra questi.

È come avere i capelli neri o biondi, una statura alta o bassa. Si nasce così, credo, è genetico.

Per dirla in modo gentile, da me non avrai mai ciò che desideri.

Per dirla da macellaio, qui non c’è trippa per gatti.

Per dirla da geometra, ciò che nasce tondo non può morire quadrato.

Insomma, hai capito?

Non condannarmi, non deridermi, non sparlare di me con le amiche al corso di zumba, non dire che ti ho fatta soffrire, che sono stato incoerente bastardo sfuggente contraddittorio.

Se bene ci rifletti, siete voi donne, le infingarde. False, scusa se te lo dico, false come vipere nascoste sotto il sasso!

Perché quando conoscete un uomo, lo vedete bene ciò che lui è o non è. Il donnaiolo irrequieto ce l’ha scritto in faccia, il brav’uomo affidabile pure. I comportamenti e le avvisaglie sono chiarissimi.

Dunque perché vi accanite sull’esemplare palesemente sbagliato?

Ad esempio, ricordi?, quando ti ho invitata per la prima volta a salire a casa mia (passa da me, beviamo qualcosa velocemente, e poi andiamo al cinema?…), mi sono fatto trovare in mutande.

Mi sono scusato dicendoti che ero in ritardo, ritardissimo, sono uscito ora dalla doccia, corro a vestirmi!…

Ebbene, non era vero, ti stavo aspettando da venti minuti, cominciavo pure ad avere freddo.

Quel che volevo era comunicarti subliminalmente – facendoti ammirare il mio non trascurabile aspetto fisico, lasciando semiaperta la camera da letto, facendoti scorgere talamo poltroncine e abat-jour – che la nascente relazione doveva essere una storia di letto e nulla più.

Ho temuto che tu non fossi tanto sveglia da afferrarlo, quando dal salotto mi hai detto “Vèstiti pure con calma, io intanto sbircio i tuoi libri…”

I libri? (Li ho comprati a metro, bambina, servono all’arredo).

Tu credi davvero che un uomo serio, ben disposto affettivamente verso di te, si farebbe trovare quasi nudo alla prima visita che gli fai?

Ho fatto ogni cosa per farti capire ciò che sono: in questo ho la coscienza tranquilla.

Sì, ho avuto per te qualche saltuario pensiero, ti ho preso i fiori, ti ho portata a cena, ti ho regalato un orologino – perché diamine, sono un uomo all’antica. Ma per il resto del tempo, io non ricordavo neanche il tuo nome. 

Non ho mai parlato d’amore, nemmeno nei momenti più intimi, non ti ho mai detto neanche che ti voglio bene o che ci tengo a te. Nulla! Sono stato di un’onestà cristallina.

E se ti avessi amata, ti avrei amata davvero, non come amano le donne, subdole e doppiogiochiste.

Diciamo la verità. Gli uomini sono più limpidi. Se si innamorano (succede di rado, ma succede) si innamorano davvero della persona che hanno di fronte, ed anzi, auspicherebbero che non cambiasse mai.

Le donne invece si infatuano di un ideale che hanno immaginato e costruito con certosina pazienza dall’infanzia in su, e appena trovano un individuo qualsiasi che fisicamente le attragga, subito si convincono che in quell’involucro debba esserci il principe azzurro che più azzurro non si può.

Non vedono più la realtà, non entrano in vera comunicazione col soggetto da conoscere. Diventano ingenue, cieche, egoiste, intriganti e bugiarde.

Ti amo così come sei, dicono. Ah!

La spudorata verità (ve la leggo negli occhi, tra rimmel e matita) è:

Caro, tempo un mese e ti rovescio come un calzino sporco.

Il girovago metta radici, il capellone si tagli i capelli, l’artista diventi ragioniere, il ragioniere artista, il tirchio diventi generoso, ma il generoso sia più oculato, l’uomo duro si mostri dolce, ma quello dolce tiri fuori le palle, il pallido si abbronzi, l’abbronzato ridiventi pallido, il moscio vada in palestra, ma il palestrato la smetta, il tifoso di calcio legga testi di filosofia, ma l’intellettuale non sia troppo noioso, il barbone diventi ricco, ma il ricco sappia esser povero perché

A me non interessa quello che hai…

(sospiro, sbattimento palpebrale, lacrima)

mi interessa solo di essere amata veramente!

E questa è la menzogna più grossa di tutte. Perché a voi non piace essere amate. Vi piace amare, amare, amare, possibilmente uno che non vi ami, non vi consideri e non vi veda. Vi piace corrergli dietro con cocciuta appassionata inutile infantile ostinazione.

Avete qualcosa dentro che vi spinge alla rovina, alla missione impossibile, alla conquista della vetta inesplorata a costo del crollo psichico e della morte. Siete così votate alla devastazione emotiva da scambiarla per orgasmo.

Accecate dal tormento che tanto vi eccita, non vi accorgete nemmeno delle oggettive occasioni di serenità che vi passano davanti.

Un corteggiatore sincero vi dimostra un puro sentimento? Lo guarderete come si guarda il guano di piccione sul cofano della macchina. Perché non c’è niente di più ributtante e fastidioso di uno spasimante affidabile e buono, se in giro ce n’è uno distratto e cattivo…

Uno che vi accarezza una sola volta e poi non vi tocca più; uno che mentre vi abbraccia guarda sempre lontano, sopra i vostri capelli, come se in quella lontananza ci fosse qualcosa che lo distrae permanentemente; uno che scrive un messaggio e poi basta; uno che dice che vi chiamerà e poi non vi chiama…

Noi (dico gli uomini come me, quelli inafferrabili) sappiamo come fare. Ci sono avverbi che andrebbero venduti nelle armerie per il male che fanno, e noi li usiamo in modo sapiente, serrato, quasi compulsivo. Dopo e forse sono quelli dalla lama più tagliente.

… ora non so dirti, ci sentiamo dopo, ti chiamo dopo, ti faccio sapere dopo, forse dopo, vediamo dopo, ci aggiorniamo dopo…

Non è per malvagità o per scortesia. È che davvero non so regolarmi, non conosco i miei tempi, non posso prevedere l’evolversi della mia giornata/serata/notte/alba… Io, vivo sull’onda.

Con tutta la più buona volontà (che peraltro non ho), come potrei dirti a che ora vengo a prenderti? Come potrei decidere una gita con te oggi per domani? Queste sono ipoteche sul futuro, mi danno ansia!

Metti che il lavoro vada per le lunghe perché la segretaria non è abbastanza abile nelle sue mansioni? Metti che in palestra io debba chiacchierare oltre l’orario con la mia very personal trainer? Metti che arrivi in città il mio amico Gigi, noto puttaniere brianzolo, che ha bisogno di una spalla con cui condividere gli affanni della vita? Metti che alle nove del mattino gli amici del circolo della vela mi propongano una regata di dodici giorni e alle nove e un quarto io sia già miracolosamente pronto alla partenza?

Non posso certo dire di no, è anche questione di public relations che possono rivelarsi utili negli affari…

Insomma, non ne ho colpa, è che la mia vita è fatta così.

Capisci dunque, che il pensiero di te brava ragazza dal cuore palpitante che mi aspetti fuori dal portone alla tal ora, tutta pronta e bellina, con la borsetta, la sciarpina e il tacco, e un sorriso da emiparesi facciale che solo le petulanti donne innamorate riescono ad avere, ecco… questo pensiero mi irrita, molto. Va da sé che per difendermi devo restare sul vago.

… non lo so, ti faccio sapere dopo, forse ci sarò, forse non ci sarò, dipende…

Sono frasi crudeli, certo, perché mettono le donne – un certo tipo di donne – in uno stato di “attesa”: non più persone libere con amici impegni ed interessi, ma elettrodomestici in stand-by.

Me l’hai spiegato tu stessa, una volta, con uno sguardo disarmante e languido che mi ha atterrito: “Se tu mi dici Forse ci vediamo dopo, io ci spero, e ti aspetto, e rinuncio ad ogni altra cosa”.

Ecco, forse in quel momento mi sei davvero scivolata sotto le scarpe. Se poteva esserci un’attrazione, una stima, in quel momento è svaporata.

Perché vedi – te lo dico con franchezza, con amicizia – tu non devi stare in attesa di nessuno, men che meno di uno come me.

Il tempo è tuo, la vita è tua, e ogni giorno perso ad aspettare è un giorno che non tornerà mai più.

Luisella Pacco

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14 commenti su “CHE PIU’ AZZURRO NON SI PUO’

  1. elena
    12 agosto 2016

    Congratulazioni, ho pianto perchè mi ci ritrovo in quella donna che incontra quel tipo di uomo ed è un’assoluta verità.
    Grazie per avermi fatto provare un’emozione, anche se si tratta di amarezza, serve per capire come sono e perchè mi comporto così….
    Ciao. Elena F.

    • Luisella Pacco
      12 agosto 2016

      Ciao Elena, sei stata molto gentile a lasciare il tuo commento. Sono temi delicati e a volte è difficile esporsi. Grazie davvero!

  2. Claudia
    12 agosto 2016

    Cara Luisella,
    nonostante io mi riconosca appieno nell’elettrodomestico in stand-by …mi hai fatto ridere di gusto. Mi serviva in questo momento vedere sotto un’altra prospettiva la situazione di stallo in cui mi sono cacciata. Grazie ciao

    • Luisella Pacco
      15 agosto 2016

      Grazie, mi fa piacere che venga colta anche l’ironia di certe scenette surreali! 🙂

  3. Matteo Snider
    12 agosto 2016

    Bravissima! Da maschietto dico che hai fatto centro su ambo le parti. La sincerità e’ la base delle relazioni, qualsiasi esse siano. Dal mio punto di vista in questo periodo della mia vita, vedo evidenziata di più la parte femminile che esige dal prescelto amore eterno per poi disinteressarsi. La vita insegna a cercare di non soffrire ripetutamente per la stessa cosa. Io non ho soluzioni, perché non esistono soluzioni per nessun sesso. Credo sia la prima volta che leggo da parte di una donna una scrittura così veritiera del nostro presente e passato. Il futuro deve cambiare! Saluti e congratulazioni

    • Luisella Pacco
      15 agosto 2016

      Molte grazie, davvero! Lo scopo era infatti giudicare in un sol colpo – e piuttosto severamente – entrambi i protagonisti. A dire il vero, non è la prima volta che mi metto nei panni maschili. Posso consigliarti (se ne hai voglia) la lettura di “Viceversa”, protagonista un uomo anziano che ha fatto il partigiano, e “Tutto alla rovescia”, dove il narratore è un ragazzino trascurato dalla madre. Li trovi entrambi nella sezione “Premi letterari: Racconti” nel menu qui a lato.
      Grazie ancora.

  4. Claudia
    12 agosto 2016

    Ho letto tutto d’un fiato! Mi ha catturata! Ho letto pure “Viceversa” . Stessa cosa! Sono entusiasta del suo modo di scrivere e dei suoi pensieri. Scriva un libro! Sarei felicissima di poterlo leggere! Complimenti davvero!!!! Una gioia aver potuto conoscere il suo talento! Claudia

    • Luisella Pacco
      15 agosto 2016

      Grazie mille Claudia! Che parole lusinghiere! Il libro ancora non c’è, ma ci sono molte altre cose da leggere, racconti, recensioni, e i miei “50mm del lunedì”, racconti brevissimi ispirati da una fotografia (scattata da me).
      Quelli del 2015 (cinquantadue in tutto, uno a settimana) erano indipendenti l’uno dall’altro, quindi si leggono liberamente. Quelli del 2016 invece imbastiscono una storia…
      Insomma, ce n’è! 🙂
      La invito (suvvia, diamoci del tu), TI invito a esplorare il blog partendo dal menu qui a sinistra e a dirmi cosa ne pensi. Grazie!

  5. margherita
    13 agosto 2016

    ciao Luisella,
    ho conosciuto questo tuo racconto dalla pagina “La persona giusta per te”.
    Bellissimo e grazie di cuore. Ho capito che occorre assumersi la piena responsabilità nella scelta di una persona. Smetto da subito di scervellarmi a cercare risposte a comportamenti assurdi con la mia mentalità e smetto soprattutto di aumentare “dose d’amore” verso un uomo sbagliato.

    • Luisella Pacco
      15 agosto 2016

      Grazie Margherita, parole sante!

  6. Elena
    13 agosto 2016

    Beh…diciamo che,sfortunatamente ha ragione lui in molti casi!! 😔L’uomo str. ..perditempo,dongiovanni…si vede lontano un miglio,si nota nel suo fare,nel suo dire,nelle promesse mancate,negli incontri rimandati.. trapela da ogni suo gesto o parola ciò che veramente è! Siamo noi ad essere stupide..questo è successo anche a me..beh,lui non era proprio così chiaro,devo dire.. sennò non avrei anch io insistito e resistito per molti…ma quando a questo tipo di uomoci aggiungi anche che,TE LO DICE IL “TI AMO”..TE LO DICE “IO SENZA TE IMPAZZISCO”…TU DICE “TU SEI IMPORTANTE X ME al pari come i figli e come il mio lavoro…ed altro e altro ancora…COSA FARE IN QUEL CASO? E si innervosiva anche se io gli dicevo…MA NO DAI…TU PENSI DI ESSERLO. ..e lui insisteva nel CONFERMARLO…x poi gettare tutto nel c….!!! Andare via senza voltarsi…tradire…ingannare…fregarsene di tutto ciò che è stato e di te. .è là che nasce la rabbia…il domandarsi…”perche”? Amare non è sbagliato..anche se si ama chi non merita…sono questi uomini ad essere SBAGLIATI…noi donne,dovremmo solo imparare ad amarci di più…ad essere attenta ad ogni minimo mutamento e mancanza da parte loro…la cosa è certa…HO IMPARATO MOLTO…e..SONO CAMBIATA “DENTRO”..
    lo ringrazio perche “attaccandomi” mi ha resa piu forte e sicura…sicura di voler star lontana da questo TIPO DI UOMO…sicura di SAPERLI RICONOSCERE DA LONTANISSIMO..sicura DI VALERE ANCOR DI PIÙ DI QUANTO CREDEVO e certa di guardare prima alla mia vita,al MIO stare bene…oggi posso dire con certezza..
    IO MI AMO…VALGO MOLTO..e la storia con lui mi ha solo aiutata ad AMARMI DI PIÙ!!
    TUTTO SERVE NELLA VITA..anche le storie sbagliate,con uomini sbagliati…l’importante è farne esperienza e cambiare atteggiamenti verso loro e sopratutto verso di noi!
    NESSUNO ENTRA NELLA VITA DI UN ALTRO SENZA UN MOTIVO…ANCHE UN BREVE PASSAGGIO INSEGNA QUALCOSA!!
    Grazie x questo “pezzo di vita”(Luisella)

    • Luisella Pacco
      15 agosto 2016

      Grazie a te per il tuo commento!

  7. Rossella
    9 ottobre 2016

    Ho salvato nello start del telefono questo link qualche tempo fa ma solo ora l’ho letto rivedendo con estrema lucidità la me stessa di un anno fa,elettrodomestico in stand-by ( immagine davvero calzante). Quello che mi faceva soffrire,con il distacco raggiunto nel tempo,é apparso chiarissimo. L’orologino,la cena e i fiori e lui nudo nel letto ad aspettarmi ci sono stati anche per me e mi e’ venuto da ridere ripensando al valore che gli avevo attribuito. “É innamorato”,pensai. Quanto mi sbagliavo! Ero cieca e sorda,definivo amore ciò che era solo un fugace incontro di corpi. Quando ho capito,ho pianto,ho urlato a me stessa la rabbia che provavo perché ero ero l’ unica responsabile del mio dolore. Lui ,in fondo,aveva giocato senza barare. Grazie per aver espresso così bene una realtà che spesso noi donne non vogliamo accettare.

    • Luisella Pacco
      14 ottobre 2016

      Ti ringrazio, Rossella, per la condivisione della tua esperienza. Scusami per il ritardo con cui rispondo (problemi tecnici).
      Grazie ancora e, se ti va, continua a leggermi. Ciao!

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Questa voce è stata pubblicata il 3 luglio 2016 da in Racconti brevi.

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