NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Maggio 2015: Mani

ManiAvevano ben ventotto amici comuni, e questo doveva pur dire qualcosa. Stessi interessi, stessi gusti. Così, qualche mese fa, in una inclemente e noiosa sera d’inverno (nulla di più favorevole per incrementare i contatti), l’una ha chiesto l’amicizia all’altra (e ad un numero imprecisato di altre persone), la quale prontamente aderiva. Da allora è tutto un clic, un affettuoso consenso, una vicinanza di sorella sui rispettivi profili. Orizzonti vacanzieri e angoli di casa, la pianta fiorita sul balcone e la scarpa fashion, la torta appena sfornata con comodo link alla ricetta e il video del cucciolo d’elefante che ha commosso il web (è facile alla commozione, il povero web). Nulla sfugge al reciproco apprezzamento. Clic clic clic, mi piace, commenta, condividi. L’amicizia su Facebook prosegue da tempo, vivace e genuina.
Talvolta però la realtà è fastidiosa e pressante e si intromette senza pudore nei lieti spazi virtuali. Oggi le due giovani donne, per incredibile scherzo del destino, siedono vicinissime sulla panchina alla fermata dell’autobus. Prima di prendere posto si sono osservate con discreta attenzione, eppure – nonostante le ottocentodieci fotografie pubblicate dall’una e le cinquecentododici dell’altra, di cui mediamente almeno un centinaio di primi piani – non si sono riconosciute.
Potrebbero comunque scambiare due parole (qualcosa di innocuo e facile tipo “È già passato?”, “No, dovrebbe arrivare tra poco”, “Meno male che è una bella giornata”, “Già, dopo tanta pioggia…”) ma intrattenersi con gli sconosciuti fa tanto vedova.
Obbedendo al medesimo selvaggio istinto, tirano fuori lo smartphone dalla borsa e accedono a Facebook.
La prima scrive: “Uffa, sto aspettando il 246!!! Ma quando arriva???” (per palesare insofferenza, i punti interrogativo ed esclamativo vanno in triplice copia).
La seconda subito commenta: “Pure io il 246 sapessi non ne posso più usare i mezzi è un calvario” (la virgola è morta).
Chiedere dove, a quale fermata, ma vuoi vedere che…?, o semplicemente guardarsi negli occhi, è un pensiero che soltanto le sfiora.
Esitano un istante.
Poi alzano la testa, annoiatissime, sbuffando. Ignorandosi più convintamente di prima, guardano la curva come un miraggio lontano.

elle.pi

 

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4 commenti su “Maggio 2015: Mani

  1. Dario Predonzan
    30 aprile 2015

    Stupendo. Un elegantissimo vaffa… a facebook e alle sue (quanto inevitabili?) degenerazioni 😉

    • Luisella Pacco
      30 aprile 2015

      Ma no, vaffa no, mi pare eccessivo. Anche perché – confesso! 🙂 – la vicenda è un po’ autobiografica. Un mio “amico su Facebook” l’ho incontrato al supermercato ma me ne sono resa conto dopo parecchi minuti e anche quando ne ho avuto coscienza, mica gli ho detto niente, oh ma sei tu, come va, come non va… Nulla.
      Sono davvero due mondi distinti, farli intersecare suona stridente, fuori luogo, come togliersi la maschera nel bel mezzo della sfilata di Carnevale.

  2. Dario Predonzan
    30 aprile 2015

    Sarò antiquato (anzi, lo sono senz’altro), ma trovo esecrabili questi strumenti che di fatto incentivano l’incomunicabilità e la timidezza tra le persone, rendendo ancora più difficili i rapporti tra loro. Io, per esempio, sono già abbastanza (troppo…) timido e orso di mio: guai se mi creassi altri schermi virtuali, illudendomi invece di avere degli amici e di comunicare con loro!

    • Luisella Pacco
      30 aprile 2015

      Sono d’accordo, però non demonizzerei. Talvolta da Facebook (parlo di questo perché è il solo social a cui sono iscritta) mi sono venute informazioni interessanti (workshop, corsi, presentazioni di libri, conferenze, vernissage…) a cui recarmi per davvero. Spesso con sincera soddisfazione, a volte per sentirmi chiedere “E tu, chi saresti?” e scriverne un 50mm… https://luisellapacco.wordpress.com/2015/04/26/50mm-del-lunedi-27-aprile/
      Ed il cerchio si chiude! 😀
      Scherzi a parte, come per ogni cosa (dalla quantità del prezzemolo che può essere tossico, a tutto il resto), tutto dipende dal buon uso e dal buon senso.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 aprile 2015 da in KONRAD: 50mm 2015.

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