NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Marzo 2015: Sulla soglia

50mm Konrad MarzoUn uomo anziano nel suo cappotto. Più nulla di lui farebbe pensare che ha avuto un gran carriera ed è stato autorevole e temuto.
Se torna indietro a quel giorno di addio, ammette che fu difficile, difficilissimo. Una festa, gli auguri, i regali, la targa d’argento, le strette di mano, le promesse d’imperitura amicizia.
Eppure, fin dal risveglio del giorno dopo, si era sentito strano, svilito, derubato. Si era voltato di fianco verso la finestra, osservando le tende della stanza da letto, e si era stupito di se stesso. Chi le aveva mai guardate, le tende? Chi mai aveva avuto tempo di girarsi sul fianco? Per tutta la vita, alla sveglia era scattato dritto in piedi come un soldato.
Si era dato molto da fare per trovare nuove occupazioni, l’associazione, il circolo, le conferenze, i concerti. Tutto in linea con una certa idea di prestigio. Poi si era lentamente ritirato da questa o quest’altra attività. Dei concerti, francamente, non gliene importava niente. E l’incontro con vecchi conoscenti era sempre più penoso. Infine gli era passata anche la mania di voler essere distinto. I pantaloni andavano bene lo stesso, anche se cadevano imperfetti. E le scarpe, perché cambiarle se erano comode?
Gli anni sono passati così, non saprebbe dire come. Il motto è stato: andare avanti e non pensarci.
Soltanto oggi, chissà perché, si ritrova a dare importanza a una cosa stupidissima: sul selciato, l’ombra violentemente distinta dal fascio di luce. È proprio come la soglia di una porta, tra una stanza e l’altra, tra una casa e la strada. Ed è qui che l’uomo si ferma, alzando il viso al sole.
Nessun timore che faccia male agli occhi (sono già parzialmente compromessi), nessuna vergogna di mostrarsi incerto (un vecchio viene deriso comunque), nessuna paura di intralciare la gente (lo superano rapidamente). Può starsene qui per il tempo che vuole, su questo limite immaginario, a gustarselo tutto, a interpretarne le metafore, lo strazio e la pace.
Bisogna imparare a traversare le soglie, soprattutto quelle immateriali, senza gradino, fatte di niente.

elle.pi

 

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Questa voce è stata pubblicata il 2 marzo 2015 da in KONRAD: 50mm 2015.

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