NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Renzo Possenelli: SOLITUDINI

PossenelliPiegato malamente in due e ficcato in tasca, in borsa, il foglietto gira con me da troppe ore per non mostrarne i segni. Quella riga centrale, così brutta a vedersi anche nella scansione, denuncia che non ne ho avuto cura. Sulle prime ho pensato, Me ne devo procurare un altro, poi ho deciso di mostrarvi questo. Perché quella riga dimostra anche come quel foglietto io l’abbia portato con me, in mezzo alla vita, al quotidiano incedere. Se ne stava lì, ad accompagnarmi, come un appunto, una cosa da fare o da ricordare a lungo.

La mostra di Renzo Possenelli “Solitudini” è aperta fino al 4 febbraio presso la sala Comunale d’Arte (Piazza Unità d’Italia, 4, Trieste, dalle 10 alle 13 e dalle 17-20).
Andateci: è bella, bella, bellissima! Andateci da soli, oppure con una persona intelligente che vi è veramente intima e che quindi non ha paura di starvi accanto in silenzio. Perché i tredici lavori di Possenelli vanno guardati con calma e senza far chiacchiere.
Tredici mise-en-scène con cui Possenelli costruisce luoghi tridimensionali, con una foto sullo sfondo e un personaggio o un oggetto (fatti di legno, materia d’elezione dell’artista) in primo piano.

Mi permetto giusto cinque indegne fotografie che però, intendiamoci, non possono (non devono) rendere l’idea. Bisogna stare di fronte all’opera, suggestiva e toccante, e ascoltarla.

Luisella

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2 commenti su “Renzo Possenelli: SOLITUDINI

  1. Dario Predonzan
    4 febbraio 2015

    Sono stato oggi alla Comunale d’Arte. Davvero molto suggestive le “scenografie” di Possenelli, un artista che non conoscevo (peccato non aver conosciuto prima la sua opera) e di cui – ora – attendo con ansia la prossima mostra.

  2. Gabriele Lunati
    26 marzo 2015

    Lei ha ragione. Capitato in quei giorni da Firenze, passato per caso davanti alle vetrine della galleria, letto il titolo della mostra, sono entrato e sono rimasto molto colpito dalla poetica di quelle composizioni. Ero solo (o quasi) ed in silenzio. Così andava vista quella piccola mostra.
    Conservo il cartoncino e mi fa compagnia come segnalibro ogni tanto.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 febbraio 2015 da in SEGNALAZIONI.

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