NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Febbraio 2015: Coppia

50mm FebbraioEra un amico, era un’amica. Rammenti con esattezza i tempi in cui ti riferiva delle sue vicende sentimentali e diceva di non poterne più di quella compagna o di quel fidanzato, che tu avevi visto di sfuggita ma imparavi a conoscere attraverso le sue parole. Un ritratto senza pudore, senza pietà.

Non so proprio cosa fare, ti diceva. Lasciare? Non lasciare? Che madornale errore è stato, proseguiva, avevo sognato qualcosa di completamente diverso, una persona con cui ridere delle stesse cose. Invece non ride mai, non capisce le battute, mette il muso per un’inezia o tormenta l’anima con richieste assurde.

Poi vi perdete di vista, e quell’amico o amica finisce in una specie di nebbia. Ci pensi molto ma non sai più cosa dire, resta in rubrica ma non chiami mai. Speri per il suo bene che prenda la decisione giusta. Passa il tempo, un tempo lungo. Anni. Immagini che nel frattempo tutto si sia compiuto. Se l’incrinatura era così grave, la coppia ormai si sarà spezzata. Coerenza lo vorrebbe.

Un giorno vi incontrate. Col carrello al supermercato, all’uscita di un cinema o dentro un museo. L’amico, o l’amica, è ancora accanto alla persona che detestava. Anzi, nel momento dell’incontro con te, le stringe la mano, o le cinge la vita col braccio, o le schiocca un bacio, un inutile bacio che è come la pisciatina di un cane sull’asfalto. Ricorda perfettamente le antiche confidenze, e si vergogna. È ancora molto infelice, ma nello sguardo vuoto non c’è più alcun guizzo di rabbia né l’indecisione di un tempo. È così e basta, sembra dirti. Ti guarda come per supplicare il silenzio, teme una tua gaffe, una rivelazione. Tu, che conosci la verità, potresti giudicarli come nessun altro.

Il saluto è gelido, quasi atterrito. Ciao, seguito da un reciproco come va senza punto di domanda. Una conversazione che muore subito. Non c’è niente di così imbarazzante come una vecchia amicizia in cui ci si diceva troppo. Somigliava alla nudità.

Mentre li osservi andar via, pensi che dopotutto hanno ogni requisito tecnico per durare. Sono anonimi l’uno all’altra. Lui potrebbe non essere lui. Lei potrebbe non essere lei. Sono diventati abbastanza neutri da tollerarsi, abbastanza pallidi da non vedersi. Condividono la necessaria intimità, ma non si guardano mai troppo a lungo negli occhi. Resteranno insieme, di anniversario in anniversario, di festa in festa. Valentine’s Day… e tutte le altre che verranno.

elle.pi

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2 commenti su “Febbraio 2015: Coppia

  1. Dario Predonzan
    2 febbraio 2015

    Come quasi sempre accade, anche questo 50 mm è un invito – anzi mi obbliga – a guardarmi dentro. Per finire col rendermi conto di non aver mai avuto amici o amiche a cui confidare storie e legami sentimentali insoddisfacenti.
    O anche di quelli soddisfacenti…
    In realtà, non ho mai voluto parlare a nessuno di queste cose, se non (ma non sempre) alle persone direttamente interessate da queste storie e legami.
    E sono stato reticente anche con me stesso.
    Pudore dei sentimenti? Sfiducia nel prossimo? Timidezza patologica? Incapacità di affrontare le difficoltà? Un po’ di tutto ciò, probabilmente.
    Soprattutto forse il timore di scoprire che, in fondo, di me e dei miei problemi agli altri – anche agli amici – importa poco. E quindi di non avere, in realtà, dei veri amici.
    Il che significa però non essere stato capace di coltivarle davvero, le amicizie, come sarebbe stato giusto fare e come invece – pur sapendolo – non ho fatto.
    Non che siano mancate le persone che hanno provato ad essermi PIU’ amiche. Quelle con le quali ci si confida reciprocamente fino in fondo, anche e soprattutto i dubbi, le difficoltà, i tormenti, le gioie ed i sentimenti profondi.
    Tutto nero il quadro? No: c’è voluta una scossa, un sentimento nuovo, per farmi finalmente aprire (cominciare ad aprire…) agli altri e capire finalmente la cosa più banale e più difficile: per trovare amicizia – e amore – bisogna in primo luogo dare.

    • Luisella Pacco
      2 febbraio 2015

      Curioso come le cose vengano interpretate in modo diverso e multiforme. Tutto avrei detto ma non che questo raccontino destasse riflessioni sull’amicizia (di cui, anzi, i nostri protagonisti sembrano quasi pentirsi per la mole d’imbarazzo legato alle antiche confidenze). Piuttosto mi sarei banalmente aspettata commenti (non necessariamente negativi) sul perché molte coppie stiano insieme senza convinzione.
      Ma ti ringrazio per aver considerato e fatto emergere questo punto di vista. Commento prezioso.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 febbraio 2015 da in KONRAD: 50mm 2015.

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