NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Giugno 2014: Cinema

Luisella Pacco © 2014

Luisella Pacco © 2014

Capiterà anche stasera, pensa sospirando. Prima ancora che si accendano le luci, gli amici cominceranno a dire la loro. Subito, così, d’emblée, con una prontezza di riflessi sbalorditiva. Hai notato quel piano sequenza? Scelte musicali originali. La sceneggiatura era intrigante. Secondo me invece certi dialoghi erano sciatti, abusati. Bisogna ammettere però che la fotografia era incantevole. I costumi, d’altronde…
Lasciano spesso un d’altronde sospeso qui e là, odoroso e pendulo come un frutto dal ramo. Fa tanto chic.
Parlando parlando, si muovono veloci lungo la fila di posti.
Lei sta ancora tentando di indossare il giacchino che si rovescia ostinato. Il buco della manica sinistra è introvabile; penosi i tentativi di infilarci la mano. La borsetta è scivolata sotto la poltrona, la tracolla inestricabilmente ancorata da qualche parte. Goffamente, tenta di far presto, raggiungendoli con una corsetta ansiosa. Sorride scusandosi.
Ma era inutile affannarsi. Se ora stanno fermi in piedi come cariatidi ai lati della sala, non era mica per aspettarla. A fronte opportunamente corrugata, leggono i titoli di coda fino all’ultimo rigo. Deve arrestarsi anche lei, e alzare gli occhi con una certa sacralità, ligia al dovere imposto.
Fuori dal cinema, la guardano con apprensione bizzarra, prima di sciabolarle in faccia la domanda: secca, professorale (mancano il registro delle interrogazioni e l’occhiale sul naso, ma è solo questione d’apparenza).
E a te, è piaciuto? Che ne pensi?
…?
In pizzeria prosegue il tormento. Fioccano commenti sagaci su regia, scenografia, doppiaggio. Tra un boccone e l’altro, viene completata la filmografia di tutti gli attori protagonisti.
Lei tace, l’espressione da oliva.
Prende fiato. Potrebbe dire “Tuttavia non mi pare che il montaggio abbia reso giustizia al filo narrativo” (suona piuttosto bene), e potrebbe aggiungere un bel d’altronde
Potrebbe. Ma decide di no. Ne ha abbastanza, di serate così.
Saluta cortesemente, si alza, va in cassa, paga ciò che le spetta, ed esce. Non tentano di fermarla. Bastava poco per capire: nessun vero affetto li lega.
Come sollevata da un peso, inspira forte l’aria fresca e tranquilla.
Il film le è piaciuto molto, sì, commenta tra sé, e ancora adesso ne porta ammutolita l’emozione.

Cammina lenta fino a casa, felice di stare al mondo.
Esterno notte.

elle.pi

 

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2 commenti su “Giugno 2014: Cinema

  1. Dario Predonzan
    31 maggio 2014

    Ne ho conosciuti diversi di cinefili così … e anche di musicofili, di frequentatori di mostre d’arte e musei: gente incapace di emozioni, troppo occupata ad esibire la propria erudizione (oltre tutto, spesso solo presunta).
    Da compiangere: non correranno mai il rischio di provare la sindrome di Stendhal, né di si accorgeranno mai di non avere veramente vissuto.

  2. marisa
    16 giugno 2014

    Quando l’emozione prende alla gola è difficile esternarla a parole senza correre il rischio di banalizzarla persino di fronte a se stessi. E allora il silenzio viene scambiato per assenza di idee, mentre è il bisogno di esprimere a tutti i costi una propria opinione che equivale spesso a vuoto intellettuale.
    E poi l’emozione va assorbita, smaltita, pensata. È un qualcosa di troppo intimo per gettarlo, così, ai quattro venti, per l’appunto d’emblée…

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Questa voce è stata pubblicata il 31 maggio 2014 da in KONRAD: 50mm 2014.

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