NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

NUOVO LABORATORIO TEATRALE di Giorgio Amodeo, e quel che mi fa passare per la testa…


Locandina corso teatro 2014 copiaLa timidezza vera è un’altra cosa. Non è quella delle guance che arrossiscono o di uno sguardo troppo dolce che sfugge di lato. Non è quella della testa leggermente bassa o dei lievi imbarazzi. Queste sono le maschere, le rappresentazioni della timidezza, facili da indossare e facili da togliere, come un cappello. Sono vanità, in fondo in fondo carine. Ci sono persone – uomini e donne – che della finta timidezza hanno fatto arma di seduzione, consapevolmente.

No, la timidezza vera è un’altra cosa e lo sa soltanto chi l’ha provata. È una maledizione, per nulla graziosa, per nulla semplice. Una rovina. Saranno vane le buone intenzioni, gli abiti eleganti, i sentimenti sinceri, le dichiarazioni d’amore. La timidezza annullerà le intenzioni, abbruttirà l’abito, vanificherà il sentimento, renderà goffe e incespicate le parole. La timidezza causerà sofferenza solitudine frustrazione, e un’incredibile serie di rimpianti. La timidezza è come stare per anni in una stazione, sul marciapiede del primo binario, immobili, in piedi, con la valigia in mano e la sensazione di un treno in arrivo che però non arriva mai.

Difficilmente se ne andrà, come non se vanno il volto, il gruppo sanguigno, l’impronta della mano. Ma verrà un giorno – il giorno – per capirne la natura, l’intima ricchezza. La timidezza non si supera e non si vince. Ma, come tutti i dolori più nobili, può essere trasformata. Può diventare virtù, lente d’ingrandimento, sensibilità, sapienza. È il giorno in cui tocca affrontarla, farne una cosa bella, e persino – paradossalmente – amarla. Era uno strazio e diventa privilegio.

È il giorno in cui si sale sul treno, lasciando la valigia a terra, e non importa dove si va.

Fare teatro può essere uno di questi treni. Fare teatro (molti anni fa) è stato il mio. La mia esperienza teatrale è stata brevissima, modestissima, senza speranza di futuro. Ma l’esperienza umana che ne è derivata è stata grandiosa. Iscrivermi a un corso di teatro a trent’anni suonati, quando niente di me – studi, lavoro, interessi – c’entrava niente con la recitazione, è stata la scelta più cretina, più folle, più sconclusionata che abbia mai preso. La scelta migliore.

Ricorderò quei pochi mesi per sempre, come si ricorda un sogno fatto una sola notte e che non si è ripetuto mai più.

Un laboratorio teatrale lo consiglierei a tutti, ma soprattutto a chi è lì, fermo alla stazione, con la valigia in mano. Salire su un treno si deve, e questo può essere il modo migliore.

Locandina corso teatro 2014 copia

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Questa voce è stata pubblicata il 10 gennaio 2014 da in SEGNALAZIONI con tag .

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