NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Ottobre 2013: TUTTA DA RIFARE di Giorgia Würth

Tutta da rifare di Giorgia Würth, 2010, Editore Fazi (collana Le vele), € 16,00 169 pagine

Noi, donne normali, più o meno carine, più o meno racchie, a seconda della giornata buona o cattiva… Noi, che andiamo per la via senza ancheggiamenti, troppo stanche nei mocassini, figuriamoci sul tacco… Noi, che l’illuminazione dei camerini-prova la puniremmo come crimine contro l’umanità… Noi, che solo con stucco e pittura possiam far bella figura…

Insomma, noi donne vere – quelle che vedi attorno, quella che sei dentro – abbiamo un (come chiamarlo?) hobby, passatempo, innocente capriccio. E ce l’abbiamo tutte, anche quelle che non lo ammettono.

Ci piace trovare il difetto nelle bellissime. Non c’è miopia che tenga, non c’è cataratta incombente che possa ostacolarci nell’impresa. Probabilmente emettiamo anche un lieve biip biip, mentre passiamo lo sguardo-scanner sull’intera figura della Bellona alla ricerca di qualcosa che non va. Perché (se c’è qualcuno lassù, se esiste giustizia divina!) deve pur esserci qualcosa che non va…

Ma la cosa che ci dà maggiore gioia è coglierla in flagranza di errore grammaticale, di frase squinternata, di condizionale e congiuntivo mischiati alla rinfusa.

Mettiamoci il cuore in pace: stavolta questa soddisfazione non possiamo togliercela…

Perché Tutta da rifare, primo romanzo di Giorgia Würth – di professione attrice, innegabilmente molto bella – è godibilissimo e meritevole, e di svarioni non ne ho trovati (accidenti…).

Leggero giocoso e colmo di ironia, ma anche spietato e profondo, scorre via liscio come un ricciolo dopo il balsamo, per poi lasciare un retrogusto amaro e ampi margini di riflessione su cose serie, ma proprio serie: l’amicizia, l’amore, il perdono, la fiducia, quanto pesi l’opinione degli altri, quanto conti la stima di sé.

Voce narrante è Lorenzo, bambino saggio, osservatore sagace del mondo, che il primo giorno delle scuole medie conosce una ragazzina dal nome luminoso, Sole, e il carattere d’ombra.

Insicura, superbetta, arrogante, con lampi di tenerezza subito mascherati da una scorza cinica, la ragazzina si nutre di superficiali sogni e crede che la bellezza sia la chiave di ogni successo. Spesso antipatica, sempre ingrata.

Lorenzo – solo il cielo sa perché – se se ne innamora in maniera assoluta e generosa, e continuerà ad adorarla negli anni, sempre categoricamente non ricambiato. Da dove gli venga questa incrollabile capacità d’amare, è evidente. Rimasto orfano dei genitori da piccolo, ha ricevuto dalla nonna l’esempio giusto, l’affetto vero, il calore familiare. Ed è sempre da lei che impara cosa sia l’amore.

Tu forse sei ancora giovane… – dice questa straordinaria vecchietta spiegando al nipote che cosa sia per lei il suo nuovo compagno, venuto come una grazia in un tempo di capelli grigi in cui sembra che il sentimento non debba arrivare più – Però magari ti è già capitato di guardare gli occhi di una persona e sentire che c’è qualcosa di familiare nel suo sguardo. Poi questa persona delicatamente ti prende la mano, e tu ti senti completamente a tuo agio, libero ed emozionato di essere quello che sentivi di essere ma in realtà non eri. Poi ti avvicini al suo collo e lo annusi: allora ti senti a casa. Sì, pensi proprio così, questa è casa mia perché questo collo ha l’odore di casa mia. Poi ti accorgi involontariamente di respirare insieme a lei, ma non lo fate apposta, no. Respirate insieme per condividere esattamente la stessa aria ed essere fatti della stessa cosa. Ecco, caro mio, ecco cosa significa aver trovato l’anima gemella. E sai quel è la cosa più bella di tutto questo? È che tu puoi dirle “ho paura” e lei ti dà coraggio, puoi dirle “sto male” e lei diventa la tua cura, puoi dirle “ho sbagliato” e lei è la correzione, puoi dirle “sono triste” e lei diventa la spalla su cui piangere, puoi dirle “ti amo” e lei ti dice anch’io, amore mio.

Sì, Lorenzo è giovane, ma comprende perfettamente, perché è nel collo di Sole che sentirebbe l’odore di casa, se gli fosse consentito di metterci il naso. Ma Sole – che ha alle spalle una famiglia soltanto apparentemente più fortunata, ma in realtà fredda e vuota di gesti veri – fugge da lui e da tutto, per prendere strade tragicamente sbagliate.

Ossessionata dalla possibilità di migliorarsi, si sottopone a una sequenza impressionante di interventi chirurgici. Nuovo seno, nuovo naso, nuove labbra, nuovi zigomi, nuovi glutei, nuovo mento… E pure un aborto, affrontato per le medesime ragioni estetiche (Come facevo a fare i provini con la pancia?).

Sole diventa un mostro, nel volto e nella coscienza, disamorata della vita e di se stessa, fino all’inevitabile finale.

Soltanto Lorenzo, con la sua inesauribile pazienza, potrà salvarsi, e salvare così, in modo imprevisto e dolcissimo, anche il ricordo di lei.

Una favola nera che si divora in un giorno ma rimane dentro a lungo, Tutta da rifare dovrebbe essere lettura obbligatoria nelle scuole, per spiegare ai giovani maschi come si debba amare (con rispetto, accettazione, presenza, e anche distanza quando occorre) e per spiegare alle giovani femmine come il loro corpo sia prezioso e sacro, compresi i difetti, le rotondità ribelli, i nasini non francesi.

Se ci sentiamo brutte, per far passare il magone bastano l’allegria di una smorfia, lo sfogo veloce di un pianto, prendersi in giro quanto più si può.

E naturalmente, divertirsi a criticare le troppo belle, ça va sans dire…

 Luisella Pacco

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4 commenti su “Ottobre 2013: TUTTA DA RIFARE di Giorgia Würth

  1. Mauro
    10 ottobre 2013

    Bellissimo articolo… ma la cosa più bella di tutte è il tuo “accidenti” tra parentesi.
    Assolutamente geniale 🙂
    Saluti,
    Mauro.

    • luisellapacco
      12 ottobre 2013

      Grazie 🙂

  2. Dario Predonzan
    11 ottobre 2013

    E però – diciamolo! – mica è solo una prerogativa femminile quella di godere nel trovare i difetti delle bellissime. Lo facciamo anche noi uomini, specie con quelle che sappiamo (o crediamo) irraggiungibili per noi, o che ci hanno respinti…
    Ma non basta: godiamo pure nello scovare i difetti dei belloni maschi.
    I quali, ovviamente, spesso “sono gay” (anche quando non è vero), stupidi (cosa non rara, in effetti…), carogne, ecc. ecc. Soprattutto hanno l’imperdonabile difetto/colpa di avere ciò che vorremmo avere noi e invece non abbiamo: stuoli di donne adoranti, per esempio…

    • luisellapacco
      12 ottobre 2013

      Trovare il difetto è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 10 ottobre 2013 da in KONRAD Recensioni 2013 con tag .

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