NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

A SPASSO CON BOB di James Bowen

Ho simpatia e rispetto per gli animali, ma non sono una di quelle donne che vanno in giro a sperticarsi in gridolini e materne tenerezze verso qualsiasi quadrupede peloso passi sulla pubblica via. Così, quando una mia amica ha voluto prestarmi A spasso con Bob (titolo originale A street cat named Bob), dalla copertina inequivocabilmente felina, ho fatto una faccia strana… ehm, sei certa che possa interessarmi?

A spasso con Bob

A spasso con Bob di James Bowen (e Garry Jenkins), 2012, Ed. Sperling & Kupfer, € 16,90, 239 pagine. Traduzione di Maria Teresa Badalucco

Lei mi ha prontamente risposto con le testuali parole: “Non è certo un capolavoro, ma è una storia bella, lo leggi velocemente ed è pieno di speranza”. L’ho ringraziata, ho preso il libro e l’ho lasciato sul comodino per qualche giorno. Poi, finalmente – un po’ perché volevo darle un parere, un po’ perché quel micio poteva pur avere qualcosa di interessante da rivelarmi – mi son detta Mah, vediamo…

Ed è stata una bella sorpresa.

Qualcuno di famoso ha detto che la vita ci offre ogni giorno una seconda possibilità: basterebbe allungare la mano e afferrarla al volo.

Comincia così, James Bowen, per raccontare la sua storia.

Nato nel Surrey nel 1979, dopo una vita difficile e seri problemi di droga, James nel 2007 è ancora un po’ sbandato. Non ha ancora chiuso col metadone, è piuttosto solo, perso dietro ai fatti suoi, e non trova alcuna motivazione forte per tirarsi definitivamente fuori dal tunnel. Falliti i sogni giovanili di mettere su una band di successo, ora suona per le strade di Londra vivendo di elemosina.

Una sera, dopo la consueta giornata da busker, rientrando nel brutto alloggio popolare a Tottenham, il quartiere periferico a nord della città, James trova un gatto. Un bel gatto rosso dall’aria intelligente. Non si sa di dove sia venuto, nessuno lo conosce, nessun altro inquilino lo reclama.

James inizia a dargli cibo, coccole, un riparo per la notte. Ci si affeziona sinceramente. Gli scatta dentro una molla nuova: prendersi cura di una creatura lo costringe a diventare responsabile e attento. Bob diventa la ragione per cui alzarsi al mattino, cercare un guadagno, scaldare la casa, darsi delle regole. Bob, col suo affetto muto e il saggio musetto, è la freccia verso il bene, è la giusta direzione.

James lo porta con sé anche al “lavoro”. Certo, è strano vedere un uomo, dall’aspetto non proprio raccomandabile, girare con un gatto appollaiato sulla spalla o tenuto al guinzaglio. Grazie al nuovo amico, bellissimo e sveglio, l’atteggiamento delle persone verso James cambia notevolmente. Se prima era solo un barbone con la chitarra da cui stare lontani o al quale dare una moneta, ora è una persona, a cui fare una domanda, rivolgere un commento, un sorriso. Per James è come riemergere all’esistenza. Quando, lì, nell’apparente umiltà del marciapiede, James e Bob si danno il cinque – mano contro zampetta -, è come se si creassero intorno una bolla di ricchezza, di amicizia, di calore, un mondo tutto loro. La gente ne è intenerita, e i bambini vanno in visibilio per quel gattone delizioso.

E così, piano piano, minima svolta dopo minima svolta, accade il miracolo. La vita di James cambia. Fino a fare pace con la famiglia che da anni non aveva  più notizie di lui, fino a trovare un lavoro migliore (perché deve pensare a Bob, proprio come fosse un figlio), fino a ritrovare il rispetto di sé e l’amore per la vita.

A spasso con Bob non è un capolavoro, no, ma è gradevole. Suona dolce e tranquilla la voce di quest’uomo sofferente e coraggioso che racconta le sue miserie e le sue felicità.

Se volete ascoltare com’è andata direttamente dalla bocca di James Bowen, e se volete dare un’occhiata a Bob, questa è una delle molte interviste.

Luisella

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4 commenti su “A SPASSO CON BOB di James Bowen

  1. Dario Predonzan
    13 agosto 2013

    Non so l’inglese (mi arrangio un pochino a leggerlo, ma quanto al parlato…), però il gatto è davvero bellissimo. Insomma, una storia che è una specie di pet therapy al cubo, no?
    Solo non capisco la funzione di quella sorta di sciarpa che il felino porta intorno al collo: dubito che ne abbia davvero bisogno per prevenire il mal di gola … 🙂

    • luisellapacco
      13 agosto 2013

      Bowen nel libro racconta che molte signore durante l’inverno regalavano a Bob piccoli capi d’abbigliamento… sciarpine e cappottini fatti a maglia appositamente per lui 🙂

  2. Dario Predonzan
    13 agosto 2013

    Bisogna dire però che Bob (non so quanti gatti farebbero altrettanto…) sopporta con grande dignità quella sciarpa, per lui certamente inutile: deve avere decisamente un buon carattere … fin troppo per un maschio, di pelo rosso per di più! Un dubbio mi assale, Bob è ancora … intero?

    • luisellapacco
      14 agosto 2013

      Eh no…

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Questa voce è stata pubblicata il 11 agosto 2013 da in LETTERA ELLE con tag , , .

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