NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Maggio 2013: Bosco

Luce tra le foglieScappare è stato facile. Il papà fuma troppo e gli viene subito il fiatone. La mamma ha i tacchi alti. Un tempo non li portava mai, ma da qualche mese si è fatta tutta elegante ed esce sempre con le amiche.

Il sentiero era pieno di gente. Ragazzi col cane, genitori con la carrozzina, vecchietti col bastone, bambini come lui. Tutti l’hanno visto passare come un fulmine, e un po’ lui ci ha goduto. Gli pareva di essere un atleta, con il suo pubblico ai lati della pista.

Poi, sempre correndo, ha deciso di svoltare. Fuori sentiero, di gente non ce n’è stata più. Non c’è stata più nemmeno direzione, solo un vorticoso labirinto di possibilità infinite, di rami intricati, di piccoli fossati da superare, di ombre e di luci, di spine e di meraviglie. C’è stato solo il silenzio, il sospiro delle foglie, lo scrocchiare del terriccio sotto le scarpe. C’è stato soltanto lui e nessun altro al mondo. Completamente solo, forse per la prima volta in vita sua.

Allora ha smesso di correre e ha camminato piano, gonfiandosi d’orgoglio. Si è sentito grande, coraggioso, un esploratore dell’Africa nera, il dottor Livingstone di cui ha letto sui libri di scuola. Si è seduto su un sasso come su un trono conquistato.

Cosa avevano creduto di fare? Di ingannarlo con un gelato, una passeggiata, un giocattolo nuovo? I sorrisi erano eccessivi, le attenzioni stonate, le carezze sulla testa troppo frequenti. Lo sai, amore,  lo sai che qualunque cosa succeda per te ci saremo sempre. Quando hanno detto così, lui ha capito che stava per arrivare il momento. Dobbiamo spiegarti una cosa, avrebbero aggiunto, e sarebbe stato troppo tardi per farli tacere. Allora, con lo scatto di un animale selvaggio, si è messo a correre più forte che poteva.

Sono passate quasi tre ore. Mamma e papà trafelati, i poliziotti chini su di lui.

Tutto bene?

Un raggio di sole penetra tra le foglie e lo accarezza sul viso sollevato, sui bei capelli di rame, sugli occhi chiusi e le lunghe ciglia innocenti.

Tutto bene?…  Ma lui si ostina a non rispondere. Il suo silenzio è una supplica. Le narici larghe, come se odorasse qualcosa di buono. Ancora un istante, vi prego, un istante. Dopotutto questo è l’ultimo momento veramente felice.

 elle.pi

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Un commento su “Maggio 2013: Bosco

  1. marisa
    31 maggio 2013

    Odore di bosco, assenti i rumori, qualche richiamo di uccelli, il sole che filtra appena tra le foglie e una stanchezza benefica che ti ristora le membra e lo spirito.
    È difficile non andare alla memoria dei propri intimi momenti leggendo questo tuo scritto. Ed è appunto in questi momenti che trovi il tempo e il luogo adatti per interrogarti sulla fragilità dell’essere ma anche per stupirti della bellezza e della tenacia che ci mostra la natura. Quella natura, ahimé, troppo spesso ignorata e calpestata dagli esseri umani.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 maggio 2013 da in KONRAD: 50mm 2013.

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