NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Marzo 2013: Fiamma

FiammaPrima. Di ogni decisione. Di ogni decisione importante. C’è. C’è una sera. Una sera. In cui.

Prima di ogni decisione importante, c’è una sera in cui ti guardi attorno in un modo lento e sgrammaticato, e se dovessi dire cosa ti succede, lo diresti così, a scatti, con molti punti fermi sulla lingua. Sarebbero parole goffe, incespicate, come i gesti di chi brancola nel buio e allunga le braccia per non sbattere.

Sì, è una sera in cui manca la corrente e ti affacci a controllare i lampioni e le altre case, non sapendo bene cosa sperare (che manchi dappertutto o soltanto a te?). È una sera in cui la luna entra e non entra, entra e non entra, e infine non entra, fuggendo fosca dietro nuvole di cartone, dietro orizzonti di vetro, dietro comignoli scalcinati e minareti d’oro, in un mondo confuso e superbo che ti pare di possedere intero.

È una sera che inventa paesaggi antichi, un medioevo che pure hai vissuto e che senti ancora nei muscoli, come una bestia risvegliata che d’istinto vada a caccia delle giuste ombre.

Una sera muta. Anche tornando alla finestra e allungando l’orecchio giù giù, lungo la via lunghissima, non sentiresti niente: non rumore di automobili, non voci di persone, non le bestemmie dei vecchi diavoli all’osteria, non i saluti della gente inappuntabile e stremata.

Il marciapiede è un deserto quieto, lucido come fosse piovuto, ma non è di pioggia che il selciato riluce.

Allora ti convinci che tutto è morto e hai paura. Non funziona nemmeno il telefono. Ma a che serve il telefono, se non devi più chiedere nulla.

Questa è la sera che prima o dopo viene, viene per chiunque, per quelli che se ne accorgono e per quelli che fingono di no. È lo scarto di binario, l’inizio, la fine, la felicità così umile e grande da non potersi dire. Il miracolo di poter tornare indietro, e questa stanza s’ingombra improvvisamente di tutti quelli che hai perduto. Non c’era alcun confine, dopotutto.

È andata via la luce – confiderai domani a qualcuno – e io ho acceso una candela, l’ultima che avevo, trovata in un cassetto chiuso da anni.

Cosa dici? – ti risponderanno. – Non è andata via la luce. Forse, hai soltanto aperto gli occhi.

 elle.pi

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Questa voce è stata pubblicata il 28 febbraio 2013 da in KONRAD: 50mm 2013.

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