NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Dicembre 2012 Gennaio 2013: Roccia

Fissa da alcuni minuti il foro nella roccia. Pieno d’acqua, giallo nei contorni.

È malinconica, abbastanza da fare quello sciocco gioco che fanno i bambini. “Se entro dieci secondi una fogliolina ci cadrà dentro, allora il mio desiderio si avvererà”.

Ma mentre conta, già le sovvengono le tante cose che dovrebbe fare, invece di starsene qui a perdere tempo. Uno – dice a se stessa, mentalmente alzando il primo pollice vigoroso – nelle domeniche di pioggia puoi risolvere cruciverba, studiare il giapponese, vedere la trilogia di film che la fretta della settimana non ti consente di vedere. Due – e su l’indicenelle domeniche di pioggia puoi scolpire il legno, dipingere una tela, o modellare l’argilla che hai comprato ieri e abbozzare una testa che vagamente ti somigli. Tre, nelle domeniche di pioggia puoi cucinare un pentolone di zuppa e sistemarla nelle dosi giuste nel congelatore, per avere la cena pronta e buona quando sarai troppo stanca. Quattro, nelle domeniche di pioggia puoi pulire casa cantina e box, e soppesare senza pietà le vecchie cose che reclamano una scelta. Cinque, nelle domeniche di pioggia puoi anche uscire, non è vietato, bastano un cappuccio e un cappellino ben calcati. Oppure puoi aprire l’ombrello e con quel braccio alzato sentirti come una ballerina nella città lucida e sgombra. Sei – e mentalmente alza anche l’altra mano puoi comprare del gelato e tornare a casa a gustartelo, le gambe piacevolmente sotto il plaid. Sette, nelle domeniche di pioggia puoi iniziare a leggere quei romanzi da paura, in tre volumi, una selva di personaggi, le pagine sottili, le righe fitte. Otto, puoi finire il puzzle di novemila pezzi, d’altronde manca solo un pezzo d’ala dell’angelo. Nove, puoi andare nei musei e comprendere a fondo ciò che lunedì avrai già dimenticato. Dieci, puoi…

Basta. Vòltati subito, stupida che non sei altro. Corri, zampetta nel fango, ridi. Scappa. Fermarsi ad aspettare, seduta da qualche parte, culo fradicio, a desiderare l’impossibile – è l’unica cosa che non devi fare.

E mentre si gira, imponendosi di tornare alla vita, ecco che una foglia cade dritta dritta dentro la pietra. Ma lei non lo saprà.

Undici  (e mentalmente le mani ricadono, non ci sono dita per enumerare ciò che è vero), puoi alzare al cielo occhi ed occhiali, e tra le goccioline tonde, intravvedere come sarebbe il mondo se la pioggia cadesse soltanto, e sempre, dentro di te.

elle.pi

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3 commenti su “Dicembre 2012 Gennaio 2013: Roccia

  1. Rose
    30 novembre 2012

    Ho letto tutti i tuoi 50mm. Alcuni, un paio di volte. Hai una bella scrittura. Non sono brava a commentare e poi, in questo momento, sono presa da una sorta di malinconia… la stessa forse che pervade i tuoi racconti. Ripasserò. Grazie.

  2. Rose
    30 dicembre 2012

    Dall’enumerazione delle cose che la protagonista potrebbe fare in una domenica di pioggia, capisco che ha molti interessi e talenti: studiare il giapponese, dipingere, scolpire…
    Il racconto è autobiografico? 🙂
    Molto piaciuto, comunque. L’ho riletto volentieri.

    • luisellapacco
      1 gennaio 2013

      Chiedere a chi scrive se un racconto sia autobiografico è come chiedere a un borseggiatore se il portafogli che stringe in mano sia suo. Probabilmente non lo è…
      Lo scrittore è ladro e si ispira a vite che non gli appartengono. Ma è vero che anche nell’ispirarsi a qualcosa avviene una scelta, si palesa un sogno. (Avrei potuto dire che nelle domeniche di pioggia si va allo stadio… e non l’ho detto 🙂 )

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Questa voce è stata pubblicata il 29 novembre 2012 da in KONRAD: 50mm 2012.

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