NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Luglio – agosto 2012: Ora

orologioDi nuovo estate, e di nuovo ti svegli in quest’ora lunga che non è notte e non è alba. Fissi l’orologio con gli occhi foschi, e per un po’ non vuoi saperne di muoverti. Ma in terrazza, la tenda che hai lasciato sciolta si scuote nel vento. Non c’era un alito d’aria ieri sera, e non ce ne sarà domattina. È il vento di quest’ora e di nessun’altra, il dispetto che ti obbliga ad alzarti e andare a fissare meglio la tenda, a controllare i vasi.

Mentre stai per rientrare ciabattando, ti accorgi che i gabbiani fanno un gran baccano. Allora alzi la testa e li vedi, stracci di lenzuolo bianco, scaglie di luna, fogli di giornale non scritto, candidi. Non sanno e non gliene importa niente di sapere, di te o di altro. Stridono e saettano dal mare a qui, da qui al mare. Perché, e da dove prendono, e dove portano, e che cosa, non si sa. Ma tutto questo cerchio deve pur avere un senso.

L’aria è fresca, decidi di rimanere. Senza pensare che hai dormito poco, che domani sbadiglierai. Non importa. Sistemi la sdraio e resti così, il risveglio ormai definitivo, occhi sgranati alle ultime stelle, le braccia larghe, si sa mai dovesse caderne qualcuna.

Una notte ogni tanto, occorre.

Ti rendi conto che tutto il chiasso di ieri non contava niente, e le misere parole non avevano senso, né le chiacchiere liete né i musi lunghi. Tutto teatro. Né gli ostacoli erano poi così alti come sembrava.

Una notte ogni tanto serve per prendere la misura ai giorni.

Rilassi il collo indietro, e ascolti. C’è solo il grido ignoto dei gabbiani e l’ampio moto del cielo che ti cullano come farebbe una madre.

Verrà anche troppo presto l’ora dei fatti. Del primo cucchiaino che si muove in un tazza, della prima voce di un vicino, del primo pianto di bambino, della prima porta sbattuta, della prima marmitta guasta, del primo clacson. I rumori rotoleranno l’uno via l’altro senza più darti pace. Ridiventeremo tutti piccoli e cattivi.

Ma in quest’ora lunga e benedetta, che non è notte e non è alba, non c’è ancora niente. C’è ancora tutto.

elle.pi

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Questa voce è stata pubblicata il 18 agosto 2012 da in KONRAD: 50mm 2012.

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