NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Marzo 2011 BOSNIA EXPRESS di Luca Leone

Leone Luca “Bosnia Express. Politica, religione, nazionalismo e povertà in quel che resta della porta d’Oriente” 2010, Infinito edizioni

Dei conflitti, si parla. Di ciò che viene dopo, no.

La pace non fa notizia, non commuove, non tocca. Sulle strade distrutte, come sulle anime devastate, cala l’indifferenza. Quanti di noi sanno cosa sia la Bosnia oggi, a tre lustri dalla guerra?

Luca Leone – saggista e giornalista di quelli veri, che vanno sul campo a vedere e a soffrire, che si sporcano le mani, che rinunciano agli alberghi per dormire sotto un cielo malato, che parlano con le persone comuni guardandole negli occhi – ci dice le cose non dette di tutti questi anni, ci illumina di verità tristissime. Ci dà uno schiaffo.

La Bosnia – scrive Leone, con immenso amore e una vena di poesia (lo stesso amore e la stessa poesia che conosciamo in Rumiz) – è religiosa e puttana, giovane e antica, libera e incatenata, ricca fin’allo stordimento e povera fin’allo sgomento, limpida e impenetrabile. È femmina e bella, ferita nel profondo e piagata, in tutto e per tutto violentata.

Dopo quindici anni, la Bosnia è un piatto in cui tutti hanno messo la forchetta, fregandosene delle conseguenze. È un paese in cui c’è sempre qualcosa che non quadra. Ascoltando la gente, il musicista, l’avvocato, l’agente immobiliare, l’ingegnere, Leone indaga sulla Bosnia oggi, sulle sue incongruenze, sulle sue corruzioni, sulle sue improbabili prospettive.

La Bosnia non ha prospettive. Tutti sperano che non sia così ma ogni bosniaco – e sopra tutti i più giovani – sanno che purtroppo questa è la realtà. Il destino della Bosnia giace nella mani e nelle mire di coloro che ne gestiscono le risorse. La Bosnia è un paese che fa gola, è un business mondiale sotto moltissimi aspetti.

Ha una invidiabile posizione geografica, strategica dal punto geopolitico, e le risorse sono imponenti. C’è carbone, bauxite, zinco, e… petrolio. Per decine di miliardi di euro di valore.

Il paese possiede anche un immenso patrimonio boschivo che produce legname di primissime qualità.  Leone ha visitato personalmente a Visoko una fabbrica in cui vengono assemblati mobili e pianali per cucine, importati da aziende italiane (e la cucina poi sarà, chissà come mai, made in Italy...)

Ma il territorio viene aggredito, il rimboschimento è insufficiente, e tra qualche anno il deturpamento sarà evidente. Paradossalmente, se una parte delle bellezze naturalistiche si salverà, sarà “per merito” delle mine… Per sminare il territorio occorrono soldi e sminatori che oggi non ci sono.

L’acqua è l’altra importantissima ricchezza bosniaca. Risorse immense che sistematicamente vengono svendute a società estere che imbottigliano o utilizzano l’acqua per produrre bevande commerciali. Non società qualsiasi…  Parliamo di Nestlè o di CocaCola.

Ma la risorsa davvero più importante della Bosnia – e quella più sprecata – è costituita dalle persone. La società civile ha perduto il senso della libertà, dell’espressione del pensiero. Ha perduto la speranza. Ha girato le spalle a se stessa, e al futuro.

Luca Leone, con questo ottimo lavoro carico di sdegno e di passione, fa la sua parte nel difendere un paese e un popolo che meriterebbero, davvero e finalmente, un destino migliore.

Luisella Pacco

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Questa voce è stata pubblicata il 17 agosto 2012 da in KONRAD Recensioni 2011 con tag .

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