NASCONDERE QUALCOSA

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto" (Calvino)

Luglio – Agosto 2011 LUCIANO, CORAGGIOSO PALADINO

L’abbiamo studiato a scuola. L’Orlando furioso è un poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, scritto, in primissima stesura tra il 1504 e il 1506 e pubblicato, nella sua definitiva edizione, che presenta ampie differenze, nel 1532.

Composto da 46 canti in ottave, quasi quarantamila versi in totale, ruota attorno al personaggio di Orlando, prode paladino senza macchia e senza paura, ma profondamente inadeguato nell’affrontare la misteriosa avventura dell’amore.

Tre i pilastri attorno al quale l’immensa opera si muove: la guerra tra pagani e cristiani, che si conclude con la vittoria dei secondi; l’amore folle di Orlando per la bellissima Angelica che però sposa Medoro; l’amore a lieto fine tra Ruggero, guerriero pagano, e Bradamante, guerriera cristiana.

Ma innumerevoli altri personaggi colorano l’Orlando regalandogli uno spessore di storie, di ironia, di eroismo, di fantasia e di passioni che non può esser riassunto in alcun modo.

Il Furioso è un libro unico nel suo genere e può essere letto senza far riferimento a nessun altro libro precedente o seguente; è un universo a sé in cui si può viaggiare in un lungo e in largo, entrare, uscire, perdercisi.”. Così scriveva Italo Calvino.

E così più o meno mi disse Luciano Comida, a febbraio, durante la nostra ultima telefonata.

Lo avevo chiamato per chiedergli come stava. Le notizie sulla sua salute erano assai preoccupanti. Confesso che, prima di comporre il numero, ero imbarazzata. Lo avrei disturbato? E poi, cosa gli avrei detto, come avrei riempito i probabili silenzi di una persona malata che può legittimamente mostrarsi seccata o malinconica?

Come mi sbagliavo…

Luciano era in ospedale, sì, consapevole della gravità di un male che lo avrebbe derubato di una gamba ma non della vita (così speravamo tutti), ma era disponibile cortese e curioso come sempre, traboccante di idee. In quella stanza Luciano non guardava certo il soffitto né si lagnava. Leggeva, con la sua bramosia di mangiar le pagine. Pensava. Scriveva. Dispensava e riceveva affetto.

Vivo più che mai, felice di ogni suo respiro, entusiasta di tutto, quasi persino dell’esperienza difficile che lo attendeva (“La gamba scomparsa… è una bella idea!… ne farò un pretesto narrativo”).

“Ti disturbo?” chiesi timidamente.

“Stavo leggendo l’Orlando Furioso”, rispose con naturalezza, e iniziò a parlarmene con trasporto.

Oh sì, c’era anche la malattia, invadente e ineducata, come un’ospite brutta che in quel momento stava seduta sul suo letto. Ma perché darle peso? Parliamo d’altro… Vuoi mettere quei versi (“Aspetta!, li cerco e te li leggo, sono troppo belli!”) che racchiudono un universo?

Mentre lo ascoltavo leggere ciò che lo aveva colpito, mi sentivo misera, colpevole. Perché mai, dopo i doveri scolastici, non avevo mai più letto, e goduto come lui, l’Orlando Furioso?

E mi sentivo anche incredibilmente fortunata. Perché è una benedizione conoscere qualcuno in grado di rinnovare istantaneamente la curiosità per un poema, romanzo, poesia… per un’idea.

Non ricordo più con quali parole si chiuse la telefonata. Avrò detto “… auguri, coraggio, guarisci presto” o altre banalità. So solo che da quel momento l’Orlando è per me inestricabilmente legato a Luciano Comida.

Spesso in poveri alberghi e in picciol tetti,
ne le calamitadi e nei disagi,
meglio s’aggiungon d’amicizia i petti

Come scrive Ariosto nel quarantaquattresimo canto, è nelle calamità e nei disagi che l’amicizia si rinsalda. La calamità che ha colpito Luciano non poteva essere più atroce, e la sua amicizia non poteva rivelarmisi più preziosa.

Se esiste un aldilà – e io voglio che esista – Luciano ci va a zonzo stringendo sottobraccio almeno quattro o cinque libri, sorride sotto la barba e ci ripete quello che aveva straordinariamente compreso. Che non ci si deve abbattere né piangere addosso, mai, sia quel che sia.

Bisogna essere paladini coraggiosi, come Orlando, pronti alla battaglia alla disgrazia e alla fortuna.

Bisogna prestare attenzione e meraviglia a questa vita, sghemba furiosa ingiusta e stupenda. Bisogna correrla, con due gambe, con una o con nessuna. Correrla col cuore, e cantarla.

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto…

Luisella Pacco

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2 commenti su “Luglio – Agosto 2011 LUCIANO, CORAGGIOSO PALADINO

  1. Dario Predonzan
    20 maggio 2016

    Che meraviglia questo tuo ricordo di Luciano. Allora non avevo scritto alcun commento (ero troppo triste). Ora mi ha commosso, di nuovo.

    • Luisella Pacco
      21 maggio 2016

      Anche se in quel momento tu avessi voluto commentare (e la tristezza appunto lo impediva) non avresti potuto, il pezzo era solo sul Konrad. Il blog è nato nel 2012 ed è stato allora che ho inserito tutti gli articoli precedenti. Grazie per il tuo commento di oggi.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 agosto 2012 da in KONRAD Recensioni 2011 con tag .

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